Chiostro Santa Chiara


Fu edificata a partire dal 1723 e completata nel 1778 su disegno dell’Arch. Vincenzo Ruffo di Cassano. La sua architettura jonico-corinzia è ben armonizzata e da al tempio un’elegante maestosità. Nel prospetto quattro colonne di ordine jonico sostengono un frontone triangolare. L’interno è sobrio e lineare: un dipinto tardo barocco di F. Fischetti sull’altare maggiore rappresenta la liberazione di Assisi e del Convento di San Damiano dai saraceni per intercessione di Santa Chiara. Notevoli anche i due dipinti degli altari laterali: l’Immacolata a destra e San Francesco d’Assisi a sinistra, entrambi di scuola napoletana del secolo XVIII.
Il tempio fu consacrato nel 1778 da Mons. Alessandro Maria Calefati, Vescovo di Oria. A questo è annesso un ex-convento di Clarisse le quali, con la soppressione dei beni ecclesiastici, furono allontanate e si ritirarono in una abitazione. La prima pietra dell’ex-monastero fu benedetta nel 1723 da Mons. Pino Vescovo di Polignano. La costruzione fu ultimata nel 1731 e in quello stesso anno furono ammesse le suore di Santa Chiara.
In seguito alle leggi siccardiane sull’abolizione dei beni ecclesiastici, il monastero doveva essere soppresso, ma, in virtù di un successivo decreto, fu data facoltà alle suore di continuare a vivere nel proprio istituto. 
Nel 1954 iniziarono i lavori di restauro e di ampliamento con la costruzione di una nuova e più amplia chiesa, benedetta e aperta al pubblico nel 1961.
Attualmente il complesso è sede didattica dell’Accademia delle Belle Arti di Barie e durante la stagione estiva ospita all'interno dell'inacntevole ed ampio Chiostro numerose sono iniziative culturali e di spettacolo.

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