Palazzo Roberti - Alberotanza


L'imponente palazzo signorile, che domina la centrale piazza XX Settembre, fu edificato fra il 1760 e il 1770 da Giambattista Roberti, esponente di una famiglia notabile molese di origine materana, sotto la probabile direzione dell'architetto Vincenzo Ruffo, allievo di Vanvitelli.

La simmetrica facciata, in stile tardo-barocco, è cadenzata da tre teorie di finestre. Al centro, la loggia nobile sovrasta il maestoso portone di gusto napoletano che dà accesso ad una ampia corte, sul quale si innesta lo scalone esterno che conduce ai piani superiori e al loggiato.

Nella metà del XIX secolo il palazzo passa per via dotale a Nicola Alberotanza e solo nel XX secolo è acquisito al patrimonio comunale. Gli interni, in gran parte chiusi al pubblico, conservano pregevoli decorazioni pittoriche, tra le quali alcune tele del pittore napoletano Aniello D'Arminio (1783). Oltre che dai cognomi delle famiglie che lo possedettero, l'edificio è popolarmente denominato "palazzo delle Cento Camere" per via dell'imponenza che lo contraddistingue.

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